fotografia banner tratta da quella di Stefano Petitti

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venerdì 11 marzo 2011

L’India ospiterà per la prima volta le principali celebrazioni della Giornata Mondiale dell'Ambiente

Il 5 giugno 2011, sarà, per la prima volta, l'India ad ospitare le principali celebrazioni della prossima Giornata mondiale dell'ambiente che, infatti, si svolgeranno nelle due città più importanti, Nuova Dehli e Bombay.


La popolazione dell’India che ammonta a circa 1,2 miliardi di persone continua a dover fare i conti con il problema della pressione sulle foreste, specialmente nelle aree più popolate, nelle quali la popolazione coltiva intensamente le terre e l'eccessivo sfruttamento dei pascoli concorre al fenomeno della desertificazione.

Tuttavia, nel rispetto dell’anno internazionale delle foreste, (vedi forests for people), il governo indiano ha preparato un sistema per la riforestazione e ha avviato dei progetti che tengono sotto controllo costante la salute di piante, animali, acqua e altre risorse naturali, con particolare riguardo nei confronti degli habitat che ospitano la tigre. Dal 1940 tre sottospecie si sono già estinte La tigre reale del Bengala o indiana (Panthera tigris tigris) (L 1758) sopravvive in poco più di 4000 esemplari e i luoghi di principale diffusione e riparo sono soprattutto le foreste di mangrovie del delta del Gange. Nell’area del Sunderbans, che in sanscrito significa bellissima foresta, è la casa per circa le tigri, che vagano per 10.000 chilometri quadrati. Nel Sunderbans i ricercatori, grazie all’aiuto del WWF, stanno restaurando le foreste di mangrovie, in modo da compensare quelle perse a causa dell’innalzamento del mare e lavorano per combattere l’eventuale impatto sulle tigri.

L'India è all'avanguardia per alcune iniziative 'ecologiste' relative ad una green economy che fortunatamente si sta espandendo a livello transnazionale. Questa potenza ha puntato sulle turbine eoliche e l'industria del solare, si è spinta fino all’emanazione di norme sugli investimenti nella tutela delle risorse idriche e la gestione della terra. Attualmente è in corso un progetto per produrre energia pulita in grandi quantità, nella regione del Karnataka, che dovrebbe vedere l’attuazione nel 2012.

L’India pone cosi le basi per costruire uno sviluppo sostenibile nel rispetto dell’ambiente e di tutti i suoi abitanti uomo incluso, ma no solo.

domenica 13 febbraio 2011

Corallo rosso di Sardegna: sarà tracciabile.

La stagione 2011della pesca del corallo in Sardegna, inizierà il primo maggio e si concluderà il 15 ottobre. Quest’anno però ci sarà un’importante novità che è contenuta nella Delibera già approvata dalla Giunta Regionale. Il Corallo Sardo sarà reso tacciabile vale a dire riconoscibile come tale. Si provvederà ad attuare tutte quelle azioni che consentano di individuare e identificare le partite di corallo rosso raccolte nel mare territoriale e di seguirle in tutte le fasi della produzione, dalla raccolta fino alla vendita al dettaglio. Ci sarà un lavoro di sinergia svolto assieme all'Autorità' marittima in modo tale da indicare adeguati porti di sbarco vicini alle principali aree di pesca e verificare come etichettare il corallo di ogni zona. La certificazione dovrebbe essere attiva già dalla prossima stagione. La pesca sarà consentita a profondità non inferiori a 80 metri e si arriva sino ai 140 m pertanto è stata prevista la formazione di sub professionisti, anche perché fino a oggi è mancato uno specifico brevetto che qualifichi gli operatori a svolgere la pesca del corallo, attività che, considerate l’elevate profondità in cui viene svolta, li espone a non pochi rischi Con quest’azione si agirà su tre aspetti: quelli legati alla commercializzazione dell’oro rosso, infatti, certificare la provenienza del prodotto, indubbiamente aiuterà a far crescere il suo valore, oltre a prevenire la commercializzazione di falsi. In secondo luogo,secondo non certo per importanza, l’intervento contribuirà a tutelare chi lavora nel campo. Come terza ma importantissima azione: questo tipo di intervento consentirà di monitorare i banchi di corallo presenti nell’isola, concentrati soprattutto lungo le coste occidentali e settentrionali, di stabilire il numero totale di autorizzazioni ,che in ogni modo dovrebbero essere massimo 30, di individuare le zone del mare territoriale dove si potrà prelevare il corallo e quale sarà la quantità massima giornaliera. In questo modo si tende a mantenere il buono stato di buona salute ecologica attualmente presente secondo quanto emerso dalle ultime analisi scientifiche del Gennaio u.s. I coralli o più propriamente gli Antozoi, sono una classe d’animali, il loro nome significa letteralmente "fiori animali" e loro rappresentante tipico è il corallo rosso(Corallium rubrum L. )Secondo la mitologia, il corallo rosso nacque dal sangue di una delle Gorgoni cioè Medusa, quando Perseo la decapitò. Secondo il mito essa aveva la capacità di pietrificare con lo sguardo, e il suo sangue al contatto con la schiuma creata dalle onde, pietrificò alcune alghe che col sangue divennero rosse. Tra i coralli rossi il più pregiato e il corallo di Alghero le cui colorazioni sono di un rosso con sfumature che vanno dal chiaro al porpora ed è molto ricercato e pregiato.

sabato 15 gennaio 2011

Forests for People. 2011 Anno internazionale delle foreste

“Forests for People” questo lo slogan abbinato al logo della campagna per l’Anno Internazionale delle Foreste. Dopo aver intitolato il 2010 alla biodiversità l’ONU ha simbolicamente passato il testimone della difesa dell’ambiente al 2011, proclamandolo anno internazionale delle foreste. L’inaugurazione dell’anno delle foreste è prevista per il 2 e 3 di febbraio, giorni in cui sarà presentato il programma annuale che stabilisce le manifestazioni organizzate in molte nazioni
Le iniziative proposte tendono a svolgere un’azione di forte sensibilizzazione per la tutela e l’incremento di ogni tipo di foresta. Attualmente il patrimonio boschivo mondiale ricopre il 31% delle terre presenti sulla superficie terrestre, tuttavia moltissime di queste aree sono sottoposte ad uno sfruttamento eccessivo con abbattimento di alberi al fine di produrre legname per l’edilizia e la produzione di carta o di convertirle in terreni agricoli, pertanto si è calcolata una perdita quotidiana di circa 350 chilometri quadrati del manto forestale. La deforestazione annienta ogni anno in tutto il mondo circa 13 milioni di ettari di foreste. Facendo un rapporto tra la perdita di alberi e la riforestazione si può calcolare una perdita netta annuale risulta pari a 7,3 milioni di ettari l’anno. Per avere un’idea più chiara questo valore equivale ad un'area boschiva grande come circa un quarto dell'Italia cioè ogni tre secondi viene distrutto un appezzamento di foresta grande come un campo da calcio.


L’ONU intende ricordare alla popolazione mondiale l’inestimabile valore che il patrimonio forestale ha per tutta l’umanità. Le foreste ospitano circa l’80% della biodiversità terrestre, assicurano l’assorbimento di gran parte dell’anidride carbonica generata e vi dimorano circa 300 milioni di persone su tutto il globo e più di 1,6 miliardi di persone dipendono dalle foreste per la loro vita.

Le foreste sono sorgenti di alimenti, di medicinali e di acque pulite e svolgono un ruolo indispensabile nel mantenimento climatico e ambientale di tutto il pianeta in particolare sono indispensabili per ostacolare il riscaldamento globale, in virtù della fondamentale attività di fissazione del carbonio svolta dagli alberi. Per celebrare questo appuntamento l’UNFFS United Nations Forum on Forests Secretariat ha organizzato l’International Forest Film Festival (IFFF) , i film vincitori divisi in sei categorie saranno presentati ai delegati di 192 paesi, a New York nel mese di Febbraio. Fra le altre iniziative il corpo forestale dello stato italiano, come primo contributo alla campagna lanciata dall’ONU, ha deciso di dedicare a tale anno il Calendario Istituzionale del 2011, in esso saranno delineate le principali iniziative internazionali e nazionali in materia forestale che coinvolgono attivamente il CFS.

venerdì 10 dicembre 2010

Marie Curie una donna due Nobel

Nel 2011 ricorrono i 100 anni del conferimento del Nobel per la chimica a Maria Skłodowska, meglio nota come Marie Curie. Nata a Varsavia, nel 1867 in seguito naturalizzata francese morì il 4 luglio del 1934 di anemia perniciosa in conseguenza della lunga esposizione alle sostanze radioattive. Questa grande scienziata era già stata insignita del Nobel per la fisica (assieme al marito Pierre Curie e ad Antoine Henri Becquerel). Marie Curie si laureò in chimica e fisica all'Università della Sorbona di Parigi e fu la prima donna ad insegnare un quella stessa universutà.
 Alla fine del 1800 la scoperta di nuovi tipi di radiazioni prometteva un settore di ricerca interessante: W.Röntgen aveva scoperto i raggi X  e Antoine-Henri Becquerel aveva rilevato radiazioni invisibili, simili ai raggi X, emesse dall'uranio. Marie e suo marito Pierre si concentrarono sullo studio di questo tipo di radiazione. Nel luglio 1898 scoprirono un nuovo elemento chimico che chiamarono Polonio dal nome del paese di origine di Marie. Dopo aver isolato un’altro elemento chimico   il radio Mariene studiò le proprietà e fu lei stessa a coniare il termine "radioattivo" per indicare elementi instabili, il cui nucleo decadeva con emissione di radiazione. Questa scienziata fu la prima a capire che la radioattività era un fenomeno atomico, in contrasto con l’opinione comune che l'atomo fosse la più piccola particella di materia. Con questa intuizione possiamo dire che iniziò l’era della fisica atomica. Dopo la morte del marito avvenuta a seguito di un incidente e dopo ulteriori importanti pubblicazioni la Curie con la figlia Irène, durante la prima guerra mondiale s’impegnò al fronte, assistendo i feriti e approntando le cosiddette "Petit Curie", in pratica automobili attrezzate con apparecchiature a raggi X. Dopo la guerra, la scienziata divenne capo dell’Institut du Radium di Parigi e partecipò alla fondazione dell'Istituto Curie.
La scienziata diresse questo istituto fino al 1932, quando le subentrò la figlia maggiore, Irène Joliot-Curie che vinse anch'essa un premio Nobel per la chimica nel 1935 l'anno successivo la morte della madre. (L’Institut Curie esiste ancora oggi ed è un'importante istituzione scientifica per la ricerca sul cancro). E’ una delle poche donne per le quali sia stata coniata una moneta, una delle circa 30 donne premiate con il Nobel e oltre a lei soltanto Linus Pauling, unica eccezione, ha ricevuto due premi Nobel in due campi differenti.

giovedì 21 ottobre 2010

Biodiversita': facciamo i conti!

Dal 18 al 29 ottobre 2010 a Nagoya (Giappone) c'è la Conferenza delle Nazioni Unite sulla diversità biologica.
 I rappresentanti dei 192 stati che aderiscono alla Convention on Biologica Diversity si stanno confrontando per trovare un accordo comune su 20 mete riconducibili a tre obiettivi fondamentali. Il fine è quello di realizzare, nel prossimo decennio, un rallentamento se non un vero e proprio blocco della continua diminuzione di biodiversità sulla terra. Tali obiettivi possono essere riassunti in questo modo.


1. Definire un piano d’azione per i prossimi 10 anni (la prossima conferenza sul tema ci sarà nel 2020).

2. Stabilire le fonti e l’entità dei finanziamenti.

3. Concretizzare un protocollo per un’equa spartizione delle risorse naturali.

Ryu Matsumoto, ministro dell’Ambiente giapponese, ha ricordato che gli obbiettivi proposti dalla Conferenza nel 2002 per il 2010 non sono stati raggiunti e che il tasso di estinzione delle specie oggi sta avvenendo 1000 volte più velocemente del tasso naturale.

Poiché le difficoltà negli accordi sono legate principalmente ad interessi di tipo economico, a Nagoya sarà presentato un nuovo meccanismo di compensazione del danno alla biodiversità. Questa iniziativa è del Bbop, Business and Biodiversity Offsets Program, e si basa su un sistema dove le compagnie private dovranno "compensare"  la perdita di biodiversità in un’area attraverso lo sviluppo di investimenti nella tutela della diversità biologica in altre aree. Questo principio di compensazione per il danno alla biodiversità sarà incorporato nei criteri di prestito di istituti come International Finance Corp, un’organizzazione della World Bank coinvolgendo così anche il mondo finanziario.
Il valore monetario della natura è ben sottolineato da una relazione : 'The Economics of Ecosystems and Biodiversity' (Teeb) ; questo è il nome del rapporto presentato alla conferenza ONU in cui vengono riportati alcuni esempi di come la natura sia alla base delle attività umane. Per fare un esempio in Australia sono stati piantati 400.000 alberi per normalizzare il microclima, far calare l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria a livello urbano, abbattendo i costi energetici derivanti dal condizionamento dell’aria dell’incremento di CO2. I benefici prodotti ammonterebbero a una cifra tra i 20 ed i 67 milioni di dollari per il periodo
2008-2012.
Anche le barriere coralline sono state monetizzate e sebbene coprano solo l’1.2% delle aree marine porterebbero all’uomo un valore stimato tra 30 ed i 172 miliardi di dollari infatti circa 30 milioni di persone nelle comunità costiere ed insulari dipendono dalle risorse che provengono dalle barriere coralline Altro esempio di organismi di “valore” è rappresentato dagli insetti impollinatori il cui lavoro nelle coltivazioni di tutto il mondo varrebbe fino a 214 miliardi di dollari.

Il responsabile dello studio TEEB, Pavan Sukhdev, ha affermato: “Sebbene gli ecosistemi e la biodiversità abbiano un enorme valore economico per la società, questo non è percepito e tale mancanza di visibilità economica è una delle cause principali della loro allarmante perdita. La dotazione di risorse naturali, o patrimonio naturale, è altrettanto importante delle risorse create dall’uomo, cioè il patrimonio materiale. Riconoscere e rimunerare il valore dei benefici che la società trae dal capitale naturale deve diventare una priorità politica”

.Un punto di vista nuovo che se da una parte può indurre qualche perplessità contiene certamente un fondo essenziale di veridicità e guarda al problema da un angolazione diversa. In pratica l’idea è quella di spostare l’attenzione dei politici e del mondo economico e finanziario su quello che oggi pare muovere ogni cosa ...il buon senso ? no il portafoglio!

venerdì 1 ottobre 2010

Giornata Nazionale delle persone con sindrome di Down

Domenica 10 ottobre, sarà la Giornata Nazionale delle persone con sindrome di Down, organizzata dal CoorDown - Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down Onlus sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.


Ci saranno oltre 200 punti di incontro on piazze e centri commerciali sparsi in tutta l’Italia dove decine di volontari distribuiranno materiale informativo sulla sindrome di Down e offriranno una tavoletta/messaggio di cioccolato (realizzato con cacao proveniente dal commercio equo e solidale) in cambio di un contributo per aiutare i progetti delle 80 associazioni che fanno riferimento al CoorDown.

L’obiettivo focalizzato quest’anno è quello dell’integrazione scolastica degli alunni con sindrome di Down, infatti, l’ informazione pubblicitaria, che vede come sponsor di eccezione Veronica Pivetti recita questo messaggio:

quando la scuola è senza barriere

quando la scuola aiuta a crescere

quando la scuola ha le competenze e i sostegni necessari

anche per gli alunni con la sindrome di Down

allora sì che la scuola è completa!

Questa giornata Nazionale intense sensibilizzare l’opinione pubblica per produrre una nuova cultura che superi luoghi comuni che ancora accostano le persone con sindrome di Down. Oggi infatti sono molte le persone con sindrome di Down inserite attivamente nella società : persone che lavorano, guidano, studiano, guidano e vivono autonomamente. Attualmente in Italia 1 bambino su 1000 nasce con questa condizione.

La sindrome di Down è una condizione genetica tale per cui chi ne è portatore presenta un cromosoma in più, nel nucleo delle cellule di queste persone invece dei normali 46 cromosomi ne sono presenti 47, vi è cioè un cromosoma n. 21 in più. Per questo motivo la sindrome di Down si chiama anche Trisomia 21. Nel 98% dei casi la sindrome di Down non è ereditaria. Esistono tre tipi di anomalie cromosomiche nella sindrome di Down che hanno però lo stesso effetto:

1. la Trisomia 21 libera completa (95% dei casi) in tutte le cellule dell’organismo vi sono tre cromosomi 21 invece di due.

 
2. la Trisomia 21 libera in mosaicismo (2% dei casi) nell’organismo della persona con la sindrome sono presenti sia cellule normali con 46 cromosomi sia cellule con 47 cromosomi.

3. la Trisomia 21 da traslocazione (3% dei casi) unico tipo di Trisomia che può essere ereditaria.

Età Materna Incidenza

inferiore a 30 anni 1 su 500

30 - 34 anni 1 su 580

35 - 39 anni 1 su 280

40 - 44 anni 1 su 70

oltre 45 anni 1 su 38

La conseguenza di questa alterazione cromosomica è una forma di disabilità caratterizzata da un variabile grado di ritardo nello sviluppo mentale, fisico e motorio.
Non sono state individuate le cause esatte che chiariscano l’insorgenza della sindrome di Down sono ancora sconosciute, tuttavia svariate indagini hanno comunque messo in evidenza che il rischio aumenta con l’aumentare dell’età materna:
Anche se il rischio sale con l’avanzare dell’età materna, questo non elimina la possibilità che nascano bambini con sindrome di Down anche da donne giovani, ma una donna più anziana ha maggiori probabilità. L’altro fattore di rischio dimostrato è avere avuto un precedente figlio con la sindrome di Down. La sindrome di Down può essere diagnosticata anche prima della nascita intorno alla 16° - 18° settimana di gestazione con l’amniocentesi o tra la 12° e la 13° settimana con la villocentesi. Alcune indicazioni utili possono venire anche dal Tri-test che è un esame del sangue materno eseguito tra la 15° e la 20° settimana di età gestazionale per dosare tre sostanze particolari.
La sindrome di Down deve il suo nome al medico britannico John Langdon Down (Torpoint, 18 novembre 1828 – Normansfield, Hampton Wick, Inghilterra, 7 ottobre 1896) Down,  all'età di 18 anni si recò a Londra per studiare medicina , ottenuta la laurea  i suoi sforzi si indirizzarono nel classificare la  malattia I suoi risultati sono stati basati su misurazioni del diametro della testa e del palato dei pazienti nochè con altre osservazioni supportate dall'uso delle fotografie. Egli fu un pionere delle fotografie cliniche nella storia della medicina. Fondò una casa di cura in Normansfield che oggi ha una fama internazionale e solo recentemente l'importanza di questo gentilissimo medico è stata riconosciuta a livello mondiale.
Nel 1961 un gruppo di genetisti scrisse al Lancet proponendo quattro termini per la descrizione della  malattia e l'editore scelse il nome "Sindrome di Down". L'OMS più tardi l'approvò.






lunedì 30 agosto 2010

2011 Anno Internazionale della Chimica


L’assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2011 "Anno Internazionale della Chimica", l’iniziativa vuole celebrare il ruolo importantissimo che questa disciplina scientifica svolge nella soluzione di molti problemi che tormentano il Pianeta.


La cerimonia di apertura si terrà a Parigi il 27/28 Gennaio 2011, la gestione dell’evento è stata affidata all’UNESCO e all’Unione Internazionale della Chimica Pura ed Applicata. (IUPAC): il tema scelto sarà: "Chemistry: our life, our future".

E’ stata l’Etiopia a proporre la risoluzione con cui si chiedeva l’istituzione dell’Anno celebrativo delle conquiste della chimica e del suo contributo al benessere dell’umanità. Il professor Jung-Il Jin, presidente IUPAC ha dichiarato “Speriamo di accrescere la comprensione e l’apprezzamento per la chimica, aumentare l’interesse dei giovani per la scienza, e generare entusiasmo per il futuro della chimica”. Mentre il direttore generale dell’UNESCO, Koichiro Matsuura ha detto “Accrescere la consapevolezza sulla chimica è ancora più importante se pensiamo alla sfida rappresentata dallo sviluppo sostenibile. È sicuro che la chimica giocherà un ruolo importante nello sviluppo di fonti alternative di energia e nel provvedere al sostentamento della popolazione mondiale”

Nell’anno 2011, ricorrerà anche il centesimo anniversario dell’assegnazione del Premio Nobel per la chimica a Maria Sklodowska Curie e ciò fornirà anche un’opportunità per celebrare il contributo delle donne alla scienza.

Questa affascinante branca della scienza il cui nome deriva dalla parola alchimia, sembra magica, tante sono le applicazioni e le connessioni con i vari aspetti del nostro universo essa infatti è basilare per comprendere struttura e funzionamento del mondo. La chimica è stata ingiustamente criminalizzata e il termine è stato usato come sinonimo di artificiale, non salutare, inquinante, mentre in realtà sono proprio le reazioni chimiche e le interazioni tra atomi e molecole che permettono l’esistenza degli esseri viventi e del loro ambiente quello vicino così come quello lontanissimo da noi. Le reazioni chimiche sono fondamentali per la produzione di cibo, farmaci, carburante, e innumerevoli manufatti e prodotti.

Il linguaggio della chimica sembra magico con i suoi simboli e segni, che appaiono spesso incomprensibili ai più ma che celano una grande poesia e un linguaggio universale con il quale si abbattono barriere geografiche, etniche e temporali per cui se si impara a conoscerlo senza farsi fermare da preconcette difficoltà di comprensione potrà svelarci un mondo di tesori.

Tante sono le iniziative che si snoderanno lungo il 2011 in varie parti del mondo dal Sud Africa agli USA, Canada, Spagna, Olanda, Messico, India, Bosnia, Repubblica Ceca, Svizzera, Porto Rico, Tailandia e Belgio.

Oggi come nel futuro la chimica svolge un ruolo insostituibile nella ricerca di e sviluppo di fonti alternative di energia e nella produzione di fonti di sostentamento e di cura per la popolazione mondiale. Queste celebrazioni forniranno una bella occasione per celebrare la chimica e il suo contributo fondamentale alla conoscenza, alla tutela dell’ambiente e allo sviluppo economico.